Normalmente in questo periodo dell’anno oltre il limite del bosco le montagne sono già coperte di neve. Quest’anno però l’inverno non riesce a tener testa all’autunno e la neve scarseggia. Quel che i compressori sciistici – e probabilmente anche qualche climatologo – vedono con malcontento, al biker invece può anche far piacere. D’altronde, quante volte succede che ad inizio dicembre può partire con la sua bici in alta montagna per godersi ampi giri con lunghe discese?

Il 6 dicembre Markus, Valerio, Gabri, Mirko ed io saremmo dovuti partire dal piccolo paese San Martino in Val Sarentino per salire verso il rifugio Santa Croce e scendere da lì verso Chiusa, passando per la Malga di Villandro. Saremmo dovuti… perché purtroppo il mercatino natalizio di Bolzano ci aveva messo i bastoni tra le ruote. Non nel senso letterale certamente. Ma quella domenica la stazione degli autobus era stata messa a disposizione esclusivamente agli autobus degli visitatori del mercatino e la fermata provvisorio dove noi stavamo aspettando il nostro pullman di linea era sfortunatamente quella sbagliata. Per non rinunciare del tutto alla gita, abbiamo quindi optato per un giro leggermente modificato: con la funivia su per il Renon, raggiungendo poi dal Corno di Renon la Malga di Villandro e il percorso pianificato in origine.

E così avrebbe potuto diventare una giornata fantastica, se non fosse stato per un ‚piccolo‘ inconveniente, perché la discesa proponeva sentieri molto scorrevoli e qualche tratto ripido ed era definitivamente divertente. Disgraziatamente però Mirko era caduto infelicemente e si era lussato una spalla e bisognava  pertanto chiamare il Soccorso Alpino.

Dopo aver consegnato il nostro infortunato ai soccorritori, il resto del gruppo (insieme a un nuovo compagno; il povero Mirko è stato sostituito subito!) ha portato a termine il giro. Arrivati a Chiusa abbiamo potuto passare in rassegna tutto l’accaduto al mercatino di natale, tra vin brulé e birette. A un certo abbiamo poi anche rivisto il nostro Mirko che ormai era uscito dall’ospedale che per la situazione nella quale si trovava stava fortunatamente abbastanza bene.

Finché la stagione in bici non porta altri infortuni per me può anche continuare così per un altro po’. I miei nuovi scarponi da sci sapranno aspettare…

 

An der Bergstation der Schwarzseespitze, sinnbildlich für diesen Winter: jede Menge Platz für unsere Bikes am Skiständer.
Alla stazione di Monte Lago Nero, emblematico per questo inverno: lo spazio del sostegno per gli sci è tutto per le bici.

 

Im trockenen Gelände geht’s rauf aufs Rittner Horn.
In mezzo ai prati secchi verso il Corno di Renon.

 

Bestes Wetter lädt zum Posen für ein paar Pics ein.
Il tempo splendido invita a posare per qualche foto.

 

Horn, Villander Alm_06.12.2015 5

 

… Auch dabei kann man sich aber einen Platten einfahren…
… si può forare una gomma anche a far quello…

 

Um die Zeit zu überbrücken wird rumgeblödelt.
Nel frattempo un paio di ‚monade‘ per passare il tempo.

 

Horn, Villander Alm_06.12.2015 8

 

Horn, Villander Alm_06.12.2015 15

 

„Wallride“ Richtung Villanderer Alm.
„Wallride“ in direzione Malga di Villandro.

 

Ankunft bei der Rinderplatzhütte, der Startpunkt der eigentlichen Abfahrt.
L’arrivo alla Rinderplatzhütte, la partenza della discesa vera e propria.

 

Wenige Minuten nach Beginn der Abfahrt hieß es wegen der unglücklichen Verletzung von Mirko wieder zurück dorthin. Die Bergrettung war im Rekordtempo vor Ort und Mirko konnte ins Krankenhaus gebracht werden. Ob er sich hier im Bild wegen der verletzten Schulter die Hand an die Brust hält, oder ob es sein Herz ist das schmerzt, ist mir nicht ganz klar. Ich denke aber mal, es ist letzteres… einer der Bergretter hat sich nämlich „geopfert“ sein Devinci-Bike persönlich ins Tal zu bringen. ;-)
Già dopo pochi minuti dall’inizio della discesa siamo ritornati lì per l’infortunio del povero Mirko. Il Soccorso Alpino ci ha raggiunti in tempi da record e Mirko poteva così essere portato in ospedale. Non mi è del tutto chiaro se in questa foto si tiene il petto per la spalla dolorante o se sta sentendo una fitta al cuore. Immagino però che sia la seconda… infatti uno dei soccorritori si è ‚sacrificato’ e ha portato la sua Devinci personalmente in valle. 😉

 

Der Bergretter Kurt freut sich schon auf die bevorstehende Abfahrt. Wie sich für uns versehrt Gebliebenen dann herausstellte, zu Recht, denn die Trails waren der Hammer.
Il soccorritore Kurt aspetta con gioia la discesa. A buon diritto, come noi risparmiati dalla sfortuna abbiamo potuto constatare poi… I sentieri infatti erano magnifici.

 

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